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Anno II n. 4, Maggio 1999

EDITORIALE

Per una davvero singolare coincidenza il Trattato di Amsterdam, che costituisce l'ultima revisione del Trattato sull'Unione Europea, è entrato in vigore il 1° maggio, giornata tradizionalmente dedicata ai lavoratori. La coincidenza potrebbe essere letta, secondo la prospettiva nella quale ci si pone, in termini di beffa o di auspicio.

La beffa sarebbe certamente evidenziata da chi volesse sottolineare uno dei più gravi limiti che ancora oggi caratterizza il processo di integrazione comunitaria e cioè l'accentuato deficit di progresso socio-occupazionale. Si è opportunamente sottolineata, nella individuazione dei famosi "parametri di Maastricht", l'assenza di qualsiasi riferimento ai profili occupazionali; e d'altronde va rammentato che Jacques Delors non ripropose la sua candidatura alla Presidenza della Commissione Europea dopo l'evidente fallimento del tentativo di disegnare con il "Libro Bianco" una nuova strategia di integrazione imperniata proprio sull'occupazione.

Una lettura meno pessimista potrebbe invece trovare nella suddetta coincidenza l'auspicio che a partire dalla revisione di Amsterdam possa essere finalmente dato un respiro sociale all'integrazione fin qui prevalentemente economico-monetaria della nostra Europa. Si tratterebbe peraltro di un auspicio non privo di fondamento. Il nuovo Trattato infatti, attribuisce alla Comunità una vera e propria competenza in materia di occupazione attraverso l'inserimento di un apposito Titolo (VI bis ovvero nuovo Titolo VIII) per di più immediatamente a ridosso di quello sull'Unione economica e monetaria, sottolineando il carattere strutturale del problema occupazionale e la necessità di assicurarne la concreta soluzione sulla scia delle ampie e concrete misura adottate in sede monetaria.

Realisticamente, tuttavia, siamo ancora sul piano dell'indicazione di una priorità in vista dei futuri orientamenti che la Comunità dovrà indirizzare agli Stati, ai quali continueranno comunque a spettare compiti e poteri prevalenti. In attesa, ci si deve "accontentare", soprattutto, dei timidi progressi in campo istituzionale, qui affrontati autorevolmente dal prof. Ugo Villani, o in materia di Politica estera e di sicurezza comune (tanto più benvenuti in un momento così delicato per la nostra storia!).

Di queste e delle altre modifiche introdotte dal Trattato di Amsterdam, Sud IN-Europa cerca di dar conto in questo numero in termini necessariamente sintetici ma, si spera, sufficientemente chiari. L'investimento sull'Europa riparte, anche attraverso la designazione di Romano Prodi alla Presidenza della Commissione Europea, dal 1° maggio 1999.

 

IL TRATTATO DI AMSTERDAM E LA NUOVA STRUTTURA ISTITUZIONALE

Per il raggiungimento dei propri obiettivi e l'assolvimento dei propri compiti l'Unione e le Comunità europee dispongono di un complesso apparato istituzionale. La qualifica di "istituzione" spetta propriamente al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia e alla Corte dei conti, che sono organi comuni all'Unione e alle Comunità ma svolgono le proprie funzioni in base alle diverse disposizioni dei relativi Trattati (art. 5 del Trattato sull'Unione Europea). Oltre a tali istituzioni esistono numerosi altri organi, con funzione consultiva (quali il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni, il Comitato dell'occupazione), giudiziaria (il Tribunale di primo grado), ausiliaria nei confronti di altre istituzioni (il Comitato dei rappresentanti permanenti rispetto al Consiglio); una posizione di rilievo spetta anche alla Banca europea per gli investimenti. Per la realizzazione e la gestione dell'unione economica e monetaria sono stati creati organi specifici (l'Istituto monetario europeo, la Banca centrale europea e il Sistema europeo di banche centrali).

Pur non essendo propriamente un'istituzione merita una particolare attenzione, per il suo notevole rilievo politico, il Consiglio europeo, il quale rappresenta la formalizzazione dei vertici dei Capi di Stato e di governo, svoltisi sin dal 1961 al massimo livello politico-istituzionale degli Stati membri. Esso è composto dai Capi di Stato o di governo degli Stati membri e dal Presidente della Commissione, assistiti dai ministri degli affari esteri degli Stati membri e da un membro della Commissione; si riunisce almeno due volte all'anno sotto la presidenza del Capo di Stato o di governo dello Stato che esercita la presidenza del Consiglio. Benché non vi siano espresse disposizioni al riguardo, il Consiglio europeo delibera all'unanimità. Le sue deliberazioni si esprimono solitamente in conclusioni della Presidenza, alle quali spesso fanno seguito comunicati e dichiarazioni. Tali atti non producono, di norma, effetti giuridicamente vincolanti, ma conseguenze politicamente importanti. Il Consiglio europeo, infatti, ha principalmente un ruolo di impulso allo sviluppo dell'Unione e di definizione degli orientamenti politici generali; e, data la sua composizione, le sue deliberazioni hanno un peso determinante sulle iniziative che, formalmente, spetta alla Commissione adottare e sulle decisioni del Consiglio (formato dai ministri degli Stati membri).

In passato il Consiglio europeo non aveva alcun contatto con le istituzioni europee, rispetto alle quali si poneva in una posizione sostanzialmente estranea e politicamente sovraordinata. Il Trattato di Maastricht del 1992 ha previsto invece che il Consiglio presenti al Parlamento europeo una relazione dopo ciascuna delle sue riunioni, nonché una relazione scritta annuale sui progressi compiuti.

Oltre al ruolo generale di impulso politico, il Consiglio europeo ha una serie di specifiche competenze, per esempio nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune, dell'unione economica e monetaria, della cooperazione rafforzata. Di particolare interesse sono le nuove funzioni assegnate al Consiglio europeo dal Trattato di Amsterdam in materia di occupazione; spetta infatti al Consiglio esaminare annualmente la situazione dell'occupazione nelle Comunità, sulla base di una relazione comune del Consiglio (dei ministri) e della Commissione, e adottare le conclusioni del caso.

Il Parlamento europeo è l'istituzione rappresentativa dei popoli degli Stati membri dell'Unione europea. Esso dal 1979 è eletto a suffragio universale e diretto, anche se in base a procedimenti elettorali che sono tuttora diversi da Stato a Stato. In Italia l'elezione è regolata dalla legge del 24 gennaio 1979 n. 18, la quale prevede un sistema proporzionale sulla base di cinque circoscrizioni elettorali; la successiva legge del 18 gennaio 1989 n. 9 ha esteso l'elettorato passivo ai cittadini degli altri Stati membri. Infine, con decreto legge del 24 giugno 1994 n. 408 (convertito in legge del 3 agosto 1994 n. 483), l'Italia ha dato esecuzione alla direttiva comunitaria del 6 dicembre 1993, la quale ha attribuito il diritto di elettorato attivo e passivo ai cittadini di uno Stato membro in un altro Stato membro in cui siano residenti.

Il Parlamento europeo consta di 626 membri, ripartiti in maniera differente tra gli Stati membri in corrispondenza con la loro popolazione; si va così dai 99 della Germania ai 6 del Lussemburgo, mentre l'Italia ne elegge 87. In vista del previsto ingresso di nuovi Stati membri nell'Unione, che provocherà un ampliamento anche del Parlamento, il Trattato di Amsterdam ha stabilito un tetto massimo di 700 parlamentari. Si noti che i membri del Parlamento europeo non si raggruppano secondo criteri di nazionalità, ma di affinità politica. Ciò dimostra che il Parlamento europeo non costituisce la semplice "somma" dei rappresentanti popolari degli Stati membri; esso invece, unitariamente considerato, rappresenta il popolo europeo articolato secondo i suoi orientamenti politici e si pone così quale organo propriamente sopranazionale.

Il Parlamento svolge una funzione di controllo politico sulla Commissione, organo che, in qualche misura, costituisce l'esecutivo delle Comunità europee. Esso, anzitutto, approva la nomina del Presidente e dei membri della Commissione, designati di comune accordo dai governi degli Stati membri. Inoltre il Parlamento e i singoli parlamentari possono presentare interrogazioni, alle quali la Commissione è tenuta a rispondere oralmente o per iscritto. Analogo potere il Parlamento esercita verso il Consiglio;. in particolare nel Parlamento si svolge un dibattito sia sul programma semestrale di lavoro del Consiglio, che a consuntivo dell'attività svolta in ciascun semestre. Il Parlamento, inoltre, esamina la relazione generale annuale che la Commissione è tenuta a presentargli e che gli consente di verificare e valutare l'operato della stessa Commissione. Il controllo del Parlamento nei riguardi della Commissione può dare luogo persino a una mozione di censura, la quale obbliga i membri della Commissione ad abbandonare collettivamente le proprie funzioni, restando in carica solo per la cura degli affari di ordinaria amministrazione sino alla nomina dei nuovi membri. I poteri di controllo del Parlamento si esprimono anche nella costituzione di commissioni di inchiesta. Ulteriori funzioni consistono nell'esame delle petizioni che i cittadini dell'Unione possono presentargli e nella nomina del Mediatore, abilitato a ricevere e considerare denunce e a svolgere indagini su casi di cattiva amministrazione nell'azione di istituzioni o organi comunitari.

Di particolare importanza sono, ovviamente, le funzioni legislative e in materia di bilancio, che il Parlamento svolge in concorso con la Commissione e il Consiglio. È preferibile, peraltro, esaminare tali funzioni dopo avere considerato la composizione e il ruolo di dette istituzioni.

Il Consiglio è costituito da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale (il ministro degli esteri per la trattazione delle questioni generali o relative alla politica internazionale o estera, il ministro competente per materia negli altri casi). Come il Parlamento rappresenta i popoli degli Stati membri, così il Consiglio ne rappresenta i governi, secondo il modello tradizionale delle relazioni internazionali.

Il Trattato sulla Comunità europea prevede diverse regole di votazione a seconda delle materie e degli atti da adottare. In alcuni casi si richiede l'unanimità dei voti, in altri la maggioranza semplice; più frequente peraltro è la previsione di una maggioranza qualificata. In quest'ultimo caso è stabilito un sistema di "ponderazione" in base al quale gli Stati non dispongono di un voto eguale, ma a ciascuno è attribuito un differente valore numerico, in ragione delle sue dimensioni e della sua importanza. La ponderazione è attualmente la seguente: Belgio 5, Danimarca 3, Germania 10, Grecia 5, Spagna 8, Francia 10, Irlanda 3, Italia 10, Lussemburgo 2, Paesi Bassi 5, Austria 4, Portogallo 5, Finlandia 3, Svezia 4, Regno Unito 10. Le deliberazioni sono adottate se hanno raccolto almeno 62 voti, quando - come è la regola - debbano essere prese su proposta della Commissione, 62 voti che esprimono il voto favorevole di almeno 10 membri negli altri casi.

Il Consiglio è l'organo dotato dei più intensi poteri: provvede al coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri, dispone di un potere di decisione, conferisce alla Commissione le competenze di esecuzione degli atti che adotta, ma può anche riservarsi, in casi specifici, di esercitare direttamente competenze di esecuzione; infine può chiedere alla Commissione di procedere a tutti gli studi che ritiene opportuni ai fini del raggiungimento degli obiettivi comuni e di sottoporgli tutte le proposte del caso.

La Commissione costituisce l'istituzione di natura tecnica, destinata a operare nell'interesse esclusivo della Comunità e in posizione di assoluta indipendenza rispetto agli Stati membri. È composta da 20 membri, scelti in base alla loro competenza generale e che offrano ogni garanzia di indipendenza; ne possono fare parte solo cittadini degli Stati membri e deve comprendere almeno un cittadino di ogni Stato membro e non più di due.

La nomina dei commissari e del Presidente avviene secondo un procedimento alquanto complesso, che prevede una designazione di comune accordo, da parte dei governi degli Stati membri, e l'approvazione da parte del Parlamento europeo. Una posizione di rilievo è assegnata al Presidente, il quale partecipa alla designazione dei membri della Commissione e stabilisce gli orientamenti politici nel quadro dei quali agisce la Commissione.

La Commissione ha numerose competenze, alla luce delle quali appare come l'esecutivo comunitario. Essa ha un potere quasi esclusivo nella iniziativa degli atti normativi, anche se in alcune materie (come i visti, l'asilo ecc.) oggi le procedure decisionali possono essere attivate da uno Stato membro; ha un limitato potere autonomo di decisione (per esempio in materia di concorrenza, di politica commerciale ecc.); vigila sull' applicazione dei Trattati europei e delle disposizioni adottate dalle istituzioni; in questo quadro la Commissione può promuovere dinanzi alla Corte di giustizia procedimenti contro Stati, cui sia imputata un'infrazione degli obblighi comunitari, ovvero nei confronti di altre istituzioni per l'annullamento di atti illegittimi. Di particolare importanza sono anche le funzioni esecutive rispetto alle norme stabilite dal Consiglio, nonché quelle di gestione di servizi e finanziamenti comunitari, come la gestione dei fondi strutturali, della cooperazione allo sviluppo, delle azioni di sostegno alle politiche statali in vari settori.

Parlamento, Consiglio e Commissione concorrono, nell'osservanza delle rispettive competenze, all'approvazione del bilancio e all'adozione degli atti comunitari. Per quanto riguarda il bilancio può dirsi, in maniera molto schematica, che spetta alla Commissione l'elaborazione di un progetto preliminare, mentre l'approvazione definitiva compete al Consiglio per le spese obbligatorie, cioè quelle derivanti obbligatoriamente dal Trattato e dagli atti adottati a sua norma, e al Parlamento per quelle non obbligatorie. Si noti tuttavia che il Parlamento, a maggioranza dei membri e dei 2/3 dei voti, può bocciare in blocco il progetto definitivo di bilancio presentatogli dal Consiglio, chiedendogli di presentargliene uno nuovo. In materia di bilancio va menzionato anche il ruolo della Corte dei conti, la quale ha il compito di esaminare i conti di tutte le spese della Comunità, di controllare la legittimità delle entrate e delle spese e di accertare la sana gestione finanziaria.

Riguardo agli atti comunitari, va ricordato che le Comunità dispongono di un ampio potere normativo. Esse infatti adottano atti giuridicamente obbligatori di portata generale, i regolamenti, i quali sono direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri e - alla luce sia della giurisprudenza comunitaria che di quella dei giudici interni, compresa la Corte costituzionale italiana - sono destinati a prevalere sulle leggi nazionali che siano eventualmente in contrasto; le direttive, che sono obbligatorie solo per quanto riguarda il risultato e che, pertanto, richiedono un atto statale di attuazione; le decisioni, obbligatorie in ogni elemento e dirette a destinatari specifici. Può dirsi, pertanto, che gli Stati membri hanno operato un "trasferimento" dei poteri legislativi a favore delle Comunità, limitatamente alle materie di competenza di queste ultime.

Peraltro il Parlamento europeo è restato a lungo in una posizione marginale nel processo decisionale, avendo il solo potere di esprimere un parere su un progetto predisposto dalla Commissione e destinato a essere adottato su decisione del Consiglio. Questa situazione, giustamente denunciata come "deficit democratico", è venuta progressivamente a migliorare, specie a seguito dei Trattati di Maastricht e di Amsterdam. Attualmente la procedura di adozione di atti comunitari prevista più largamente è quella di "codecisione". In base ad essa la proposta è presentata dalla Commissione, ma il Parlamento e il Consiglio sono posti su un medesimo piano; l'atto, infatti, è adottato solo se su di esso si forma tra le due istituzioni un accordo, che può essere favorito dallo svolgimento di un procedimento di conciliazione. Permangono tuttavia dei casi in cui il Parlamento ha il mero potere consultivo, come pure altri (in materia di unione economica e monetaria) nei quali si applica la procedura di "cooperazione", la quale, pur coinvolgendo in maniera più significativa il Parlamento, lascia al Consiglio l'ultima parola.

Il quadro istituzionale si completa con l'organo giudiziario, la Corte di giustizia (nonché il Tribunale di primo grado, che non ha peraltro competenza generale). La Corte, composta da 15 giudici e assistita da 8 avvocati generali (9 sino al 2000), ha molteplici competenze, che risultano sensibilmente ampliate, a seguito del Trattato di Amsterdam, a settori quali la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, la cooperazione rafforzata, il rispetto da parte dell'Unione dei diritti umani fondamentali, i visti, l'asilo e l'immigrazione ecc.

Compito della Corte è di assicurare il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei Trattati europei. A tal fine essa esercita una competenza relativa ai casi di violazione, da parte degli Stati membri, degli obblighi derivanti dal diritto comunitario, nonché un controllo giudiziario di legittimità su atti di istituzioni comunitarie. Nel primo caso il processo viene messo in moto dalla Commissione o da uno Stato membro; la sentenza di constatazione di un'infrazione può comportare anche la condanna al pagamento di una penalità. La competenza a sindacare la legittimità di atti comunitari viene esercitata su ricorso proposto da uno Stato membro, dal Consiglio o dalla Commissione, ovvero dal Parlamento europeo e dalla Banca centrale europea, ma solo per salvaguardare le proprie prerogative, nonché da persone fisiche o giuridiche, ma limitatamente alle decisioni prese nei loro confronti o che le riguardino direttamente e individualmente. La sentenza che riconosce l'illegittimità dell'atto ne dichiara la nullità. Di importanza fondamentale, ai fini di una corretta e uniforme interpretazione del diritto comunitario, è infine la competenza interpretativa (o a titolo pregiudiziale). In base a tale competenza la Corte ha il potere di risolvere le questioni interpretative del diritto comunitario che sorgano dinanzi ai giudici interni. La sentenza interpretativa della Corte non è vincolante solo per il giudice a quo ai fini della decisione del caso, ma ha un'efficacia generale. Si aggiunga che frequentemente, nel fornire la corretta interpretazione di una norma comunitaria, la Corte ha modo di rilevare eventuali violazioni di tale norma derivanti da leggi statali (o dalla loro mancata emanazione). Per tale via questa competenza della Corte, oltre ad assicurare uniformità interpretativa, rappresenta un ulteriore mezzo di controllo, sia pure indiretto, sull'osservanza degli obblighi comunitari da parte degli Stati membri

Prof. UGO VLLANI

ordinario di diritto internazionale

BANDI DI GARA

BORSE DI STUDIO PER RICERCATORI

Oggetto

Invito a presentare proposte per azioni di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma specifico "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche" -- V Programma Quadro RST

Obiettivo

Ospitare presso le imprese europee giovani ricercatori e contribuire alla loro formazione nei settori industriali e commerciali

Destinatari

Giovani ricercatori con esperienza nel campo della ricerca; imprese europee

Tipologia degli interventi

Borse di ospitalità Marie Curie nelle imprese. Le Borse sono aperte a tutti i campi di conoscenza della ricerca

Finanziamento

La dotazione di bilancio indicativa è di 20 milioni di EURO

Scadenza

Le proposte devono essere inviate, per posta o per corriere, entro il 16.6.99 al seguente indirizzo: Commissione europea - The Research Proposal Office (ORBN 8), rue de la Loi, 200 B-1049 Bruxelles

Riferimento

GUCE C 72 del 16.3.99

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Oggetto

Borse per soggiorni in Giappone destinate a ricercatori comunitari. Identificativo dell'invito: ICFP599B2TF01

Obiettivo

Consentire a giovani ricercatori e ingegneri dei Paesi comunitari (o degli Stati associati) di partecipare ad attività di ricerca industriale di elevato livello presso laboratori pubblici o privati in Giappone

Destinatari

I candidati, di età non superiore ai 32 anni, devono possedere la cittadinanza o risiedere in uno Stato membro dell'Unione o in uno Stato associato al Quinto programma quadro

Scadenza

La guida del proponente può essere richiesta a: Commissione europea, DG XII-E-3, rue de la Loi 200, B-1049, Bruxelles; e-mail: inco@dg12.cec.be; web: http://www.cordis.lu/fp5/home.html. Date di scadenza: 16.6.99; 1.3.2000; 1.3.2001; 1.3.2002. La domanda va spedita per posta a: Commissione europea, ORBN 8 Invito "Borse per soggiorni in Giappone destinate a ricercatori comunitari", identificativo dell'invito, rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles. Per la consegna manuale o per via elettronica v. la guida del proponente

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

COPERNICUS 2

Oggetto

Invito a presentare proposte nell'ambito del programma "Confermare il ruolo internazionale della ricerca comunitaria". Azioni a compartecipazione finanziaria, azioni concertate, reti tematiche. Identificativo dell'invito: ICFP599A2PR01

Obiettivo

Sostenere le attività svolte dai nuovi Stati indipendenti e Paesi d'Europa centrale e orientale che non si trovano nella fase di preadesione, per istituire un sistema scientifico e tecnologico pluralistico e preservare e rafforzare la loro eccellenza scientifica, per risolvere i principali problemi economici e sociali

Tipologia degli interventi

La ricerca sarà svolta essenzialmente mediante azioni a compartecipazione finanziaria nei settore: a) ambiente e industria: problemi di regioni e settori specifici; b) migliorare le cure sanitarie in una società in evoluzione sia attraverso la prevenzione e il controllo di malattie non trasmissibili, sia attraverso il miglioramento dei sistemi sanitari, con particolare riguardo alle questioni etiche. I proponenti possono presentare domanda per una borsa per giovani ricercatori di Paesi in via di sviluppo

Scadenza

La proposta va inviata entro il 16.9.99 a: Commissione europea ORBN 8, Invito "Copernicus 2", specificando l'identificativo dell'invito, rue de la Loi 200, B-1049, Bruxelles. Per la consegna manuale o per via elettronica v. la guida del proponente e la GUCE

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

CONSORZI E RETI

Oggetto

Invito a presentare proposte nell'ambito del programma specifico "Confermare il ruolo internazionale della ricerca comunitaria" - Sensibilizzazione e formazione (misure di accompagnamento). Identificativo dell'invito: ICFP599A1AM01 e ICFP599A2AM01

Obiettivo

Sostegno alle azioni di diffusione, sensibilizzazione e formazione riguardante la ricerca di partner, la costituzione di consorzi, la preparazione di proposte, la negoziazione dei contratti e la gestione dei progetti, compresi gli aspetti finanziari.

Destinatari

Organismi pubblici o privati capaci di rappresentare o rivolgersi alla comunità scientifica e tecnologica

Scadenza

Per richiedere la guida del proponente v. il bando precedente. Per le azioni relative agli Stati in fase di preadesione all Unione europea la scadenza è il 16.6.99; per i nuovi Stati indipendenti e i Paesi d'Europa centrale e orientale che non si trovano nella fase di preadesione è il 16.699. Per gli indirizzi v. bando precedente, specificando il diverso invito e identificativo

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

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Oggetto

Invito a presentare proposte nell'ambito del programma specifico di cui al bando precedente per azioni di supporto per la partecipazione a conferenze (misure di accompagnamento). Identificativo dell'invito: ICFP599A1AM02 e ICFP599A2AM02

Obiettivo

Promuovere la creazione di reti nella prospettiva di una partecipazione futura ai progetti comuni e alle azioni del Quinto programma quadro attraverso aiuti ai ricercatori dei Paesi in fase di preadesione o dei nuovi Stati indipendenti e Paesi d'Europa centrale e orientale che non si trovano nella fase di preadesione che intendono partecipare a conferenze organizzate in Europa occidentale o per l'organizzazione di conferenze

Scadenza

Le date di scadenza sono: 16.7.99, 16.11.99, 16.2.2000, 16.7.2000, 16.11.2000, 16.3.2001, 16.7.2001, 16.11.2001, 16.3.2002, 16.7.2002, 16.11.2003. Per le modalità di spedizione v. bando precedente

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

CRESCITA COMPETITIVA E SOSTENIBILE

Oggetto

Invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma specifico "Crescita competitiva e sostenibile" - V Programma Quadro RST

Destinatari

Centri ed istituti di ricerca, università, imprese, organismi pubblici e privati

Tipologia degli interventi

Sono previste diverse categorie di azioni chiave nell'ambito del programma specifico "Growth 1999".

1) Prodotti innovativi, processi ed organizzazione. Le priorità di quest'azione sono presentate come "azioni di ricerca mirata (ARM)" che hanno lo scopo di stimolare e coordinare progetti di ricerca riguardanti aree strategiche quali: produzione ad alta tecnologia pilotata dai bisogni del consumatore, prodotti e processi nuovi e miniaturizzati, macchinari, apparecchiature e sistemi di fabbricazione, promozione di industrie, specialmente manifatturiere, ecologicamente efficienti. 2) Mobilità sostenibile ed intermodalità. Le aree prioritarie sono: sviluppo di infrastrutture e mezzi di trasporto, con riferimento ad aspetti della sicurezza e della tutela ambientale; gestione del trasporto intermodale; gestione del traffico; sistemi di posizionamento satellitare. 3) Trasporto terrestre e tecnologie marine, in particolare sviluppo di tecnologie efficienti e pulite e monitoraggio ed esplorazione del mare. 4) Nuove prospettive in aeronautica, con particolare riferimento all'integrazione e validazione delle tecnologie. 5) Attività generiche, in particolare tecnologie dei nuovi materiali, strumentazione, misure e prove. 6) Borse di studio Marie Curie presso l'industria e per ricercatori con esperienza. 7) Misure specifiche per le PMI, in particolare premi esplorativi e ricerca cooperativa. E' prevista infine la possibilità di "esprimere interesse" per i bisogni in supporto alle infrastrutture di ricerca allo scopo di aiutare i servizi della Commissione ad identificare i fabbisogni di ricerca in Europa (azione 8)

Scadenza

Per le azioni 1, 2, 3 e 4 la data di scadenza è fissata al 15.6.99. Per le azioni 6 e 7 invece la scadenza è 20.3.2001. Per l'azione 8 la scadenza è il 30.4.2001. Tutte le proposte vanno inviate al seguente indirizzo: Commissione europea - DG XII C-0 - Growth 1999 The Research Proposal Office (ORBN 8), rue de la Loi, 200 B-1049 Bruxelles

Riferimento

GUCE C 72 del 16.3.99

ENERGIA

Oggetto

Invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione in materia di "Energia, ambiente e sviluppo sostenibile" (1998-2002) (1999/C 77/12)

Obiettivo

Per ulteriori informazioni relative all'obiettivo e ai destinatari si rinvia all'articolo "Ricerca e sviluppo" pubblicato sul presente numero del Bollettino. Le informazioni e le istruzioni per la preparazione delle proposte insieme al programma di lavoro e ad altre informazioni sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta facendone richiesta ad uno dei seguenti indirizzi della Commissione europea: E-mail:eesd@dg.12.cec.be; fax: +32-2-2963024; Web: http:// www.cordis.lu/home.html

Tipologia degli interventi

Parte 1, l'Azione chiave 1: "Gestione sostenibile e qualità delle acque", 1.1. è rivolta alla gestione integrata e all'uso sostenibile delle risorse idriche a livello di bacino idrografico; 1.2. alla qualità ecologica degli ecosistemi di acque dolci e delle zone umide; 1.4. e alla prevenzione dell'inquinamento. L'Azione chiave 2: "Cambiamento globale, clima e biodiversità" 2.1. è tesa a capire, individuare, valutare e prevedere i processi del cambiamento globale; 2.2. a promuovere una maggiore conoscenza degli ecosistemi terrestri e marini e delle loro interazioni; 2.3. agli scenari e alle strategie per rispondere a problematiche globali; 2.4. alla componente europea nei sistemi di osservazione globale. L'Azione chiave 3: "Gestione sostenibile degli ecosistemi marini", 3.1. intende sviluppare le conoscenze sui processi, sugli ecosistemi e sulle interazioni, nell'ambiente marino; 3.2. ridurre l'impatto dell'attività umana sulla biodiversità, promuovere lo sviluppo di tecnologie che consentano uno sfruttamento sicuro e sostenibile; 3.3. e controllare la gestione dei processi costieri. L'Azione chiave 4: "La città del futuro e il patrimonio culturale", 4.1. è rivolta alla pianificazione urbana sostenibile e alla gestione razionale delle risorse; 4.2. alla protezione, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo, nonché al sostegno alle infrastrutture. La Parte 2 del presente bando concerne l'attività di natura generica, la formazione, nonché le misure di accompagnamento e le misure rivolte alle PMI

Finanziamento

Il bilancio indicativo disponibile della contribuzione comunitaria per il 1999 per l'Azione chiave 1 è di 62,5-66,7 milioni di euro; per l'Azione chiave 2 è di 70,8-75 milioni di euro; per l'Azione chiave 3 è di 27,1-31,3 milioni di euro; per l'Azione chiave 4 è di 16,7-18,8 milioni di euro

Scadenza

Si vedano le date riportate per ogni singolo anno del programma in parola nel presente invito, in quanto per ciascuna tipologia di azione è fissata una diversa scadenza tra il 15.6.1999 e il 30.4.2002. Le proposte devono essere presentate secondo una delle seguenti modalità 1) posta, di preferenza tramite "raccomandata" (farà fede il timbro postale) all'indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; 2) consegna manuale o tramite corriere entro le ore 17 ora locale al seguente indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office, Square Frère Orban 8, B-1000 Bruxelles; 3) via elettronica all'indirizzo indicato

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

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Oggetto

Primo invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione in materia di "Energia, ambiente e sviluppo sostenibile" (1998-2002) (1999/C 77/13)

Obiettivo

Per ulteriori informazioni relative all'obiettivo e ai destinatari si rinvia all'articolo "Ricerca e sviluppo" pubblicato sul presente numero del Bollettino. Le informazioni e le istruzioni per la preparazione delle proposte insieme al programma di lavoro e ad altre informazioni sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta facendone richiesta ad uno dei seguenti indirizzi della Commissione europea: Commissione europea, Energy Info Desk, MO75 6/17, Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles, E-mail:helpline-energy@dg12.cec.be; fax:+32-2-2966882;Web:http://www.cordis.lu/fp5/src/t-4.htm

Tipologia degli interventi

Azione chiave 5: "Sistemi energetici più puliti, comprese le fonti energetiche rinnovabili", Azione chiave 6: "Energia economica ed efficiente per un'Europa competitiva"

Finanziamento

Il bilancio indicativo disponibile come contributo comunitario per l'Azione chiave 5 è di 95,4 milioni di euro; per l'Azione chiave 6 è di 109,1 milioni di euro

Scadenza

Il termine definitivo per le Azioni chiave 5 e 6 è il 15.6.1999. Le proposte devono essere presentate secondo una delle seguenti modalità 1) posta, di preferenza tramite "raccomandata" (farà fede il timbro postale) all'indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; 2) consegna manuale o tramite corriere entro le ore 17 ora locale al seguente indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office, Square Frère Orban 8, B-1000 Bruxelles; 3) via elettronica all'indirizzo indicato

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

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Oggetto

Secondo invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione in materia di "Energia, ambiente e sviluppo sostenibile" (1998-2002) (1999/C 77/14)

Obiettivo

Per ulteriori informazioni relative all'obiettivo e ai destinatari si rinvia all'articolo "Ricerca e sviluppo" pubblicato sul presente bollettino. Le informazioni e le istruzioni per la preparazione delle proposte insieme al programma di lavoro e ad altre informazioni sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta facendone richiesta ad uno dei seguenti indirizzi della Commissione europea: Commissione europea, Energy Info Desk, MO75 6/17, Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles, E-mail:helpline-energy@dg12.cec.be; fax:+32-2-2966882;Web:http://www.cordis.lu/fp5/src/t-4.htm

Tipologia degli interventi

Azione chiave 5: "Sistemi energetici più puliti, comprese le fonti energetiche rinnovabili", Azione chiave 6: "Energia economica ed efficiente per un'Europa competitiva"

Finanziamento

Bilancio indicativo disponibile per le Azioni chiave 5 e 6 è di 220 milioni di euro

Scadenza

Il termine definitivo per le Azioni chiave 5 e 6 è il 4.10.1999. Le proposte devono essere presentate secondo una delle seguenti modalità 1) posta, di preferenza tramite "raccomandata" (farà fede il timbro postale) all'indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; 2) consegna manuale o tramite corriere entro le ore 17 ora locale al seguente indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office, Square Frère Orban 8, B-1000 Bruxelles; 3) via elettronica all'indirizzo indicato

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

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Oggetto

Invito aperto in permanenza a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione in materia di "Energia, ambiente e sviluppo sostenibile" (1998-2002) (1999/C 77/15).

Ulteriori informazioni relative alle istruzioni per la preparazione e la presentazione delle proposte sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta richiedendola ai seguenti indirizzi: Energy Info Desk, MO75 6/17, Rue de la Loi 200,B-1049 Bruxelles, E-mail:helpline-energy@dg12.cec.be;fax:(322)2966882;Web:http:// Energy Info Desk, MO75 6/17, Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles, E-mail:helpline-energy@dg12.cec.be; fax:+32-2-2966882; Web:http://www.cordis.lu/fp5/src/t-4.htm

Scadenza

La scadenza varia a seconda della azione proposta ed è compresa tra il 15.6.1999 e il 30.4.2002.

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

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Oggetto

Invito a presentare proposte per l'attuazione di un'azione specifica intesa a facilitare l'accesso delle regioni e dei centri urbani al sostegno dei fondi strutturali a favore di azioni in materia di energia pulita

Obiettivo

Promuovere l'efficienza energetica in linea con il comitato SAVE, per fornire know-how e informazioni alle regioni europee e ai centri urbani che intendono partecipare a progetti finanziati dai fondi strutturali nel campo dell'energia pulita

Destinatari

Persone giuridiche, imprese di natura pubblica e privata dell'Unione, reti o associazioni temporanee di organizzazioni o imprese a livello comunitario costituite per realizzare la specifica azione

Tipologia degli interventi

Sono comprese le attività finalizzate ad accrescere le capacità dei soggetti locali e regionali in materia di energia pulita, fornire assistenza specialistica, avviare e gestire reti transnazionali, offrire consulenza alle regioni e ai centri urbani, favorire lo scambio di esperienze fra autorità locali e regionali, organizzare workshop, seminari tematici e conferenze, per diffondere informazioni in materia di gestione dell'energia, creare banche dati, pubblicazioni, siti Internet

Finanziamento

Il contributo comunitario coprirà il costo totale dell'azione

Scadenza

Le proposte devono pervenire alla Commissione entro il 31.5.99 (ore 12.00). Commissione europea. Direzione generale Energia. DG XVII, Unità A2 Avenue de Tervuren 226-236, B-1150 Bruxelles

Riferimento

GUCE C 94 del 7.4.99

FORMAZIONE

Oggetto

Primo invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e formazione nell'ambito del programma quadro della Comunità europea per l'energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione (RF) nel settore dell'energia nucleare (1998-2002) (1999/C 77/09)

Obiettivo

Per ulteriori informazioni relative all'obiettivo, ai destinatari e al finanziamento si rinvia all'articolo "Ricerca e sviluppo" pubblicato sul presente numero del Bollettino. Le informazioni e le istruzioni per la preparazione delle proposte, insieme al programma di lavoro e ad altre informazioni, sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta facendone richiesta ad uno dei seguenti indirizzi della Commissione europea: Commissione europea, Energia nucleare - Information desk, MO75 5/43, Rue de la Loi/Wetsraat 200, B-1049 Bruxelles; E-mail:giuseppe.cottone@dg.12.cec.be; Web: http:// www.cordis.lu/fp5-euratom/calls/calls.htm

Tipologia degli interventi

Azione chiave 2: fissione nucleare - 2.1 sicurezza operativa degli impianti esistenti, gestione di incidenti gravi

Scadenza

Le proposte devono essere presentate entro e non oltre il 17.6.1999 tramite una delle seguenti modalità 1) posta, di preferenza tramite "raccomandata" (fa fede il timbro postale) all'indirizzo: Commissione europea, Ufficio Proposte di Ricerca (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; 2) consegna manuale o tramite corriere entro le ore 17 ora locale al seguente indirizzo: Commissione europea, Ufficio Proposte di Ricerca, Square Frère Orban 8, B-1000 Bruxelles; 3) via elettronica all'indirizzo testé indicato

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

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Oggetto

Secondo invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e formazione (RF) nell'ambito del programma specifico di ricerca e formazione (Euratom) nel settore dell'energia nucleare (1998-2002) (1999/C 77/10)

Obiettivo

Per ulteriori informazioni relative all'obiettivo, ai destinatari e al finanziamento si rinvia all'articolo "Ricerca e sviluppo" pubblicato su questo numero del Bollettino. Le informazioni e le istruzioni per la preparazione delle proposte insieme al programma di lavoro e ad altre informazioni sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta facendone richiesta ad uno dei seguenti indirizzi della Commissione europea: Commissione europea, Energia nucleare - Information desk, MO75 5/43, Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles;E-mail:giuseppe.cottone@dg.12.cec.be; Web: http:// www.cordis.lu/fp5-euratom/calls/calls.htm;

Tipologia degli interventi

Azione chiave 2: fissione nucleare: 2.1. sicurezza operativa degli impianti esistenti, proroga della durata di vita e gestione dell'impianto, concetti evolutivi. 2.2. Sicurezza del ciclo del combustibile, gestione e smaltimento dei residui e del combustibile esaurito, separazione e smantellamento di impianti nucleari. 2.3. Sicurezza ed efficienza dei sistemi futuri, concetti innovativi e rivisitati. 2.4. Radioprotezione, valutazione e gestione del rischio, controllo e valutazione dell'esposizione professionale, gestione delle emergenze fuori sito, ripristino e gestione a lungo termine di ambienti contaminati

Scadenza

Le proposte devono essere presentate entro il 4.10.1999 tramite una delle seguenti modalità 1) posta, di preferenza tramite "raccomandata" (farà fede il timbro postale) all'indirizzo: Commissione europea, Ufficio Proposte di Ricerca (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; 2) consegna manuale o tramite corriere entro le ore 17 ora locale al seguente indirizzo: Commissione europea, Ufficio Proposte di Ricerca, Square Frère Orban 8, B-1000 Bruxelles; 3) via elettronica all'indirizzo testé indicato

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

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Oggetto

Invito aperto a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e formazione (RF) nell'ambito del programma specifico di ricerca e formazione (Euratom) nel settore dell'energia nucleare (1998-2002) (1999/C 77/11)

Obiettivo

Per ulteriori informazioni relative all'obiettivo, ai destinatari e al finanziamento si rinvia all'articolo "Ricerca e sviluppo" pubblicato sul presente numero del Bollettino. Le informazioni e le istruzioni per la preparazione delle proposte insieme al programma di lavoro e ad altre informazioni sono contenute nella guida del proponente che può essere ottenuta facendone richiesta ad uno dei seguenti indirizzi della Commissione europea: Commissione europea, Energia nucleare - Information desk, MO75 5/43, Rue de la Loi/Wetsraat 200, B-1049 Bruxelles; E-mail:giuseppe.cottone@dg.12.cec.be; Web: http:// www.cordis.lu/fp5-euratom/calls/calls.htm

Tipologia degli interventi

Azione-1: ricerca e sviluppo tecnologico a carattere generico, radioprotezione e salute, trasferimento nell'ambiente di materie radioattive, usi industriali e medici e sorgenti naturali di radiazioni. Azione - 2: sostegno a infrastrutture di ricerca, impianti su scala industriale, networking, basi di dati e banche di tessuti. Azione - 3: formazione borse di studio individuali (Marie Curie) valide per l'intero programma (fusione e fissione), corsi speciali di formazione, network di formazione di ricerca, cooperazione con Paesi terzi. Azione - 4: misure di accompagnamento

Scadenza

Si vedano le date riportate per ogni singolo anno del programma in parola nell'allegato al presente invito in quanto per ciascuna tipologia è fissata una diversa scadenza compresa tra il 17.6.1999 e il 25.3.2002. Le proposte devono essere presentate secondo una delle seguenti modalità 1) posta, di preferenza tramite "raccomandata" (farà fede il timbro postale) all'indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; 2) consegna manuale o tramite corriere entro le ore 17 ora locale al seguente indirizzo: Commissione europea, The Research Proposal Office, Square Frère Orban 8, B-1000 Bruxelles; 3) via elettronica all'indirizzo indicato

Riferimento

GUCE C 77 del 20.3.1999

INTERNET

Oggetto

Invito a presentare proposte per la creazione di una rete europea di hotline

Obiettivo

Finanziare progetti che si inseriscono nel Piano d'azione per la promozione dell'uso più sicuro di Internet (1999-2002) per consentire agli utenti di segnalare contenuti o utilizzazioni incontrati durante la navigazione su Internet e considerati illegali (pedofilia, forme di violenza a carattere estremo, incitamento all'odio razziale e xenofobia)

Destinatari

Organizzazioni pubbliche o private con sede nell'Unione europea

Tipologia degli interventi

I progetti devono avere carattere transnazionale e prevedere una collaborazione fra organizzazioni indipendenti con sede in Stati membri diversi. La partecipazione potrà essere consentita anche ad entità provenienti da Paesi terzi

Finanziamenti

Il sostegno finanziario si basa sui costi effettivamente sostenuti (spese per il personale, spese di viaggio) pari ad un massimo del 50% di tali costi e non potrà essere cumulato con altri finanziamenti comunitari

Scadenza

Le proposte per la prima valutazione devono essere inviate entro le 17.00 del 2.7.99 a: Calls Central Office. Commissione europea DG XIII-E/5 L-2920 Lussemburgo. Fax +352 430138099. E-mail iap@cec.be; Sito internet http://www.echo.lu/iap/

Riferimento

GUCE C 92 del 1.4.99

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Oggetto

Invito alla presentazione di proposte per la dimostrazione di sistemi di filtraggio e valutazione dei contenuti e la preparazione di azioni di sensibilizzazione

Obiettivo

Nell'ambito del piano d'azione per la promozione dell'uso sicuro di Internet la Commissione sollecita proposte relative a uno dei due settori: 1) Applicazione di sistemi di filtraggio e valutazione dei contenuti Internet (progetti di dimostrazione); 2) Sensibilizzazione in materia dell'uso sicuro di Internet (azioni di preparazione)

Destinatari

V. bando precedente

Tipologia degli interventi

Le azioni relative al primo settore devono permettere agli utenti di Internet (genitori, insegnanti) con responsabilità per altri utenti (studenti o minori) di selezionare i documenti cui consentire l'accesso. Le azioni comprese nel secondo settore riguardano la promozione di azioni di sensibilizzazione diette agli utenti per utilizzare Internet con sicurezza, escludendo contenuti illegali o nocivi

Finanziamento

V. bando precedente

Scadenza

V. bando precedente

Riferimento

V. bando precedente

MEDITERRANEO

Oggetto

Invito a presentare proposte nell'ambito del programma precedente INCO MED. Identificativo dell'invito: ICFP599A3PR01

Obiettivo

Rafforzare nell'ambito del Quinto programma quadro di RST, il partenariato euromediterraneo per garantire lo sviluppo sostenibile nel bacino del mediterraneo

Destinatari

V. bando precedente

Tipologia degli interventi

La strategia è articolata in quattro settori strategici, non affrontati nel quadro dei programmi tematici del Quinto programma quadro o nell'ambito della parte "Ricerca al servizio dello sviluppo".

Settori: a) Modernizzazione socio-economica, riguardante investimenti nel campo del capitale umano e istituzionale, nella cultura dell'innovazione tecnologica, creazione di collegamenti istituzionali tra partner sociali nel mondo della ricerca, nel mondo economico etc.; b) gestione delle risorse idriche regionali limitate articolata nell'azione b.i) politica globale nel settore delle risorse idriche e pianificazione integrata; bii) utilizzazione razionale delle risorse idriche; c) Preservazione e utilizzo del patrimonio culturale relativa alle tecnologie e ai sistemi di gestione nuovi o tradizionali utilizzati per il restauro e la conservazione di monumenti e dei siti storici; d) promozione della salute attraverso la ricerca della nuova realtà epidemiologica e socioeconomica nel bacino del mediterraneo in relazione a: d.i) flussi migratori, all'incidenza delle malattie infettive e all'efficienza dei sistemi e delle politiche sanitarie; d.ii) ricerca a sostegno delle attività regionali di controllo delle malattie infettive.

Unitamente alle proposte è possibile presentare domanda per una borsa per giovani ricercatori di Paesi in via di sviluppo

Scadenza

Per il settore a), b.i) e d.ii) la scadenza è il 15.9.99; per il settore b.ii) , c) , d) la scadenza è il 18.6.99.

Per le modalità di spedizione e per ottenere la guida del proponente v. bando precedente

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

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Oggetto

Invito a presentare proposte nell'ambito del programma "Confermare il ruolo internazionale della ricerca comunitaria". INCO MED e INCO DEV, misure di accompagnamento. Identificativo dell'invito ICFP599A3AM01 e ICFP599A4AM01

Obiettivo

Realizzare workshops, seminari, studi, aiuti per l'organizzazione di conferenze per determinare il livello delle conoscenze in settori di particolare interesse; diffondere risultati fra i ricercatori e le parti interessate, valutare i progetti di ricerca ai fini del controllo di qualità, coordinare i i gruppi di ricerca con partner mediterranei o dell'Africa, Caraibi, Pacifico, dell'Asia, dell'America latina e del bacino del mediterraneo

Scadenza

Per le modalità di spedizione v. bando precedente. Scadenze: 16.7.99, 16.11.99, 16.3.2000, 16.7.2000, 16.11.2000, 16.3.2001, 16.7.2001, 16.11.2001, 16.3.2002, 16.7.2002, 16.11.2002

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Oggetto

Invito a presentare proposte nell'ambito del programma di RST intitolato "Promuovere l'innovazione ed incoraggiare la partecipazione delle PMI". Identificativo SME 1999/1

Obiettivo

La Commissione intende incoraggiare la realizzazione del programma di lavoro "Contributi per la fase esplorativa e progetti di ricerca"(CRAFT) attraverso la partecipazione delle PMI alle attività di RST e finanziare progetti che dimostrano un grande potenziale dal punto di vista dell'innovazione e che corrispondono agli obiettivi fissati nel quadro di RST

Destinatari

Possono partecipare i soggetti, che nell'ambito del programma specifico, possiedono i requisiti necessari per partecipare alle azioni indirette di RST

Tipologia degli interventi

Nell'ambito del programma vi sono due tipi di misure: 1) Contributi per la fase esplorativa aperta a partnership comprendenti almeno due PMI di due diversi Stati membri o di uno Stato membro e uno associato, per consentire di completare la definizione di una proposta progettuale con la realizzazione di analisi di mercato, studi di fattibilità, ricerche di partner. Condizioni specifiche sono previste per la ricerca biomedica.

2) Progetti di ricerca cooperativa (CRAFT): permettono ad almeno tre PMI indipendenti di almeno due Stati membri diversi o di uno Stato membro e di uno Stato associato, di ricercare congiuntamente la soluzione dei rispettivi problemi tecnologici comuni affidandosi a entità giuridiche separate

Finanziamenti

Per le azioni che rientrano nella 1ª misura è previsto un contributo massimo pari al 75%, per la durata massima di un anno; per quelle che rientrano nella 2ª misura il finanziamento della Commissione sarà pari al 50%

Scadenza

Per le azioni che rientrano nella 1ª misura l'invito è aperto in permanenza dal 15.3.99 al 18.4.2001 e la valutazione delle proposte avrà luogo tre volte l'anno con le seguenti date di scadenze intermedie: 15.9.99; 12.1.2000; 26.4.2000; 13.9.2000; 17.1.2001; 18.4.2001. Per le azioni che rientrano nella 2ª misura l'invito è aperto in permanenza dal 15.3.99 al 17.4.2002 e la valutazione delle proposte intermedie avverrà, oltre alle date previste per la 1ª misura il 19.9.2001, il 16.1.2002 e il 17.4.2002.

Le proposte devono essere inviate per posta al seguente indirizzo: fino al 31.7.99 a: SME and Innovation Unit, European Commissione, Directorate General for Science, Research and Development, Rue de la Loi 200, B-1049, Bruxelles; a partire dal 1° agosto 1999 a European Commission, The Research Proposal Office (ORBN 8), Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles. Per la consegna manuale o tramite corriere o per posta elettronica si veda la GUCE

Riferimento

GUCE C 92 del 1.4.99

INTEGRAZIONE PLURICULTURALE

Oggetto

Invito a presentare proposte nel campo dell'informazione, della comunicazione e della sensibilizzazione su azioni di lotta contro la discriminazione e su nuovi modelli d'integrazione di minoranze etniche

Obiettivo

Consentire alla Commissione di raccogliere informazioni ai fini della lotta contro la discriminazione e su nuovi modelli d'integrazione etnica. Le proposte possono essere presentate attraverso organismi o organizzazioni private o statali con sede negli Stati membri e in possesso di esperienza nel settore

Finanziamento

I progetti selezionati potranno essere cofinanziati fino ad un massimo del 90% dei costi direttamente connessi alle attività transnazionali legate al progetto

Scadenza

Le proposte devono essere presentate entro il 15.6.99. L'atto di candidatura è disponibile all'indirizzo internet http://europa.eu.int/comm/dg05/tender_fr.htm o può essere richiesto alla Commissione europea Direzione generale V/D/4-J37 2/7 B 1049 Bruxelles (fax +32.2.2951899)

Riferimento

GUCE C 120 del 1.5.99

SANITA'

Oggetto

Invito a presentare proposte in attuazione della Decisione n.647/ 96/ CEE del Parlamento europeo e del Consiglio 29.3.1996, relativa al Programma d'azione comunitario di prevenzione dell'AIDS e di talune malattie trasmissibili( GU L 95 del 16.4.19996, pag.16).

Obiettivo

Consentire ai servizi della Commissione di raccogliere proposte d'azione presentate da organi attivi nel settore in questione.

Gli organi interessati sono invitati a presentare ai servizi della Commissione una richiesta di sovvenzione.

Tipologia degli interventi

La descrizione particolareggiata delle azioni previste dal programma è riportata in allegato alla decisione n. 647/96/CE. Tali azioni coprono i quattro settori seguenti:

A. vigilanza e controllo delle malattie trasmissibili;

B. lotta contro la trasmissione

C. informazione, istruzione e formazione;

D. assistenza alle persone colpite dal VIH/AIDS e lotta contro la discriminazione.

Finanziamento

Si attira l'attenzione degli organi sul fatto che la Commissione finanzierà prioritariamente azioni che coprono il programma d'attività annuo 2000 e delle priorità ivi riportate.

Il progetto corrisponde a una o più delle azioni previste all'allegato della decisione n. 647/96/CE, nonché alle priorità del programma d'attività annuo.

Riferimento

GUCE C del 22.4.99

SVILUPPO SOSTENIBILE

Oggetto

Invito a presentare proposte per azioni di RST nell'ambito del programma specifico intitolato "Confermare il ruolo internazionale della ricerca comunitaria" INCO DEV. Identificativo dell'invito ICFP599A4PR01

Obiettivo

Il presente invito mira a incentivare la ricerca al servizio dello sviluppo e mobilitare la comunità europea per promuovere la politica comunitaria di cooperazione per lo sviluppo, eliminando l'isolamento dei ricercatori dei PVS

Destinatari

Soggetti che possiedono i requisiti per partecipare alle azioni indirette di RST

Tipologia degli interventi

Gli interventi sono diversificati:

a) ricerca strategica sulle condizioni per uno sviluppo sostenibile che include due tipi di azioni: a.i) per fare in modo che le risorse assegnate ai PVS siano effettivamente utilizzati; a.ii) soddisfare le esigenze fondamentali (prodotti alimentari, acque, igiene e cure sanitarie).

b) strumenti per uno sviluppo sostenibile che include atti di ricerca che consentano di produrre pacchetti tecnologici operativi per due diversi tipi di azioni: b.i) strumenti destinati a migliorare la situazione sanitaria e a lottare contro i principali problemi sanitari; b.ii) tecnologie a favore della produzione animale e vegetale, elementi di base per sistemi di piccole dimensioni o soggetti a vincoli ambientali.

Sono inoltre indicate diverse priorità regionali per le aree dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dell'Asia, del bacino del Mediterraneo e dell'America latina. Unitamente alla proposta è possibile presentare domanda per una borsa per giovani ricercatori di Paesi in via di sviluppo rispettando i requisiti previsti nella guida del proponente

Scadenza

Per il settore a.i), a.ii) e b.ii) la scadenza è il 15.9.99; per il settore b.i) è il 18.6.99. Per le modalità di spedizione v. la guida del proponente da richiedere a Commissione europea DG XII-E-4, rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles; e-mail: inco@dg12.cec.be; web: http://www.cordis.lu/fp5/home.html

Riferimento

GUCE C 85 del 27.3.99

SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE

Oggetto

Invito a presentare proposte per azioni indirette di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nell'ambito del programma "Società dell'Informazione di facile uso" - V Programma Quadro RST

Destinatari

Centri ed istituti di ricerca, università, imprese, organismi pubblici e privati

Tipologia degli interventi

Le azioni proposte possono essere relative a progetti di RST, azioni di sostegno, azioni di adozione, Borse per giovani ricercatori di paesi in via di sviluppo

Scadenza

E' fissata, per ciascuna tipologia di azione, una diversa scadenza, tra il 16.6.99 e il 15.9.99. Maggiori e più dettagliate informazioni possono essere richieste all'indirizzo web dell'Helpdesk PMI: www.cordis.lu/sme, oppure all'e-mail: sme@cec.be, oppure al n° di fax 0032/2/2957110

Riferimento

GUCE C 76 del 9.3.99

APPROFONDIMENTI

CHE COSA È IL TRATTATO DI AMSTERDAM

Il Trattato di Amsterdam, firmato il 17 giugno 1997 dai Capi di Stato e di governo dei quindici Paesi membri dell'UE dopo circa un anno di negoziati, è entrato in vigore il 1° maggio, al completamento delle procedure di ratifica dei quindici Stati membri dell'UE.

L'Accordo apporta importanti modifiche al precedente Trattato di Maastricht : vediamo in breve quali sono le principali novità che esso contiene.

Obiettivi

Ai suoi obiettivi di sviluppo economico e sociale, l'Unione aggiunge il perseguimento di un elevato livello di occupazione ed una maggiore attenzione all'ambiente : nell'art.B è, infatti, introdotta la nozione di "sviluppo equilibrato e sostenibile" fra gli obiettivi che l'Unione si prefigge. Inoltre, all'obiettivo della libera circolazione delle persone è associato quello di fare dell'UE uno "spazio di libertà, sicurezza e giustizia".

Diritti dei cittadini

Il carattere profondamente democratico dell'Unione e dei suoi Stati membri è riaffermato con vigore : secondo il nuovo par.1 dell'art. F "L'Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, e dello stato di diritto". Una violazione grave e persistente di questi principi da parte di uno Stato membro può condurre alla sospensione dei diritti di cui questo gode in base al Trattato, ai sensi dell'art. F.1 che disciplina la procedura da seguire. Inoltre, il nuovo art. 6A impegna le istituzioni ad adottare provvedimenti per "combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica,la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali".

Il cittadino europeo viene tutelato anche in quanto consumatore : la politica di protezione dei consumatori è, infatti, rafforzata ed è introdotta la nuova politica della lotta contro le frodi finanziarie.

Politica estera e di difesa

Se la creazione di una difesa comune europea è rinviata ad una eventuale, futura decisione del Consiglio europeo, la politica estera e di difesa dell'UE (PESC) è dotata di una maggiore operatività. Il voto all'unanimità è limitato all'adozione delle "strategie comuni" ossia delle linee politiche generali che ispirano l'azione dell'Unione mentre le posizioni e le azioni comuni, necessarie per tradurle in pratica, potranno essere adottate dal Consiglio a maggioranza qualificata. Gli Stati membri contrari ad azioni, adottate seguendo questa procedura, potranno sia invocare una sorta di diritto di veto accettando, contemporaneamente, di investire della questione il Consiglio europeo, oppure ricorrere ad un'astensione costruttiva. Ciò significa che, ove una proposta di azione comune raccolga il consenso degli Stati che rappresentano i 2/3 dei voti del Consiglio, gli Stati dissenzienti potranno semplicemente non prendervi parte.

Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia

Le procedure di voto all'unanimità riguardano ormai solo la cooperazione fra gli Stati membri in materia di forze di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia di diritto penale. I controlli alle frontiere esterne, la cooperazione giudiziaria riguardante il diritto civile, la politica dei visti, sul diritto d'asilo e sull'immigrazione entrano a far parte delle materie per le quali valgono le normali procedure di decisione, previste dal Trattato CE. Lo stesso vale per il Trattato di Schengen che, pur sulla base di una procedura decisionale un po' laboriosa, viene inserito nella legislazione comunitaria.

Una politica europea per l'occupazione

Con il Trattato di Amsterdam l'occupazione diventa una "questione di interesse comune" degli Stati membri dell'UE. L'azione dell'Unione in questo ambito è, tuttavia, complementare a quelle condotte autonomamente dagli Stati membri : l'UE, infatti, funge da istanza di coordinamento delle politiche nazionali in materia di sviluppo dell'occupazione e, in questo senso, adotta annualmente degli "orientamenti generali" di cui gli Stati membri devono tener conto. Essa può, inoltre, finanziare dei "programmi pilota" particolarmente innovativi in aggiunta alle azioni finanziate dal Fondo Sociale europeo.

Per quanto concerne l'ambito più vasto della politica sociale, è da segnalare l'inclusione del "Protocollo sociale" nella legislazione comunitaria, in seguito alla sua ratifica da parte della Gran Bretagna.

Il funzionamento delle istituzioni

Il nuovo Trattato rafforza in modo considerevole il ruolo del Parlamento europeo : la procedura di codecisione, che fà del Parlamento un vero e proprio co-legislatore, a fianco del Consiglio dei Ministri, è ormai richiesta per l'adozione di quasi tutti i testi legislativi dell'Unione. Inoltre, al Parlamento è riconosciuto il potere di nomina del presidente della Commissione. Il numero degli euro-deputati che lo compongono non potrà in alcun caso superare le 700 unità.

Per quanto concerne la Commissione europea, è accentuato il ruolo politico del suo Presidente ma sulla questione, fondamentale in vista del prossimo allargamento ai Paesi dell'Est, del numero di commissari attribuiti a ciascuno Stato membro non è stato possibile raggiungere un accordo. Lo stesso dicasi per la questione dei criteri di ponderazione dei voti in seno al Consiglio dei Ministri ; per quanto riguarda quest'ultimo, è da segnalare una certa estensione del voto a maggioranza qualificata.

Per quanto concerne la Corte di giustizia, le sue competenze in materia di controllo in via pregiudiziale degli atti normativi comunitari sono estese, a certe condizioni, agli atti adottati nell'ambito della cooperazione giudiziaria fra Stati membri.

Flessibilità

Il Trattato di Amsterdam prevede la possibilità per gli Stati membri che lo desiderino di procedere più velocemente sulla strada dell'integrazione comunitaria mediante l'instaurazione di "cooperazioni rafforzate". Per evitare che questo strumento di integrazione si trasformi in un fattore di disgregazione dell'Unione, il suo utilizzo è sottoposto a numerose condizioni quali l'assenso preventivo della Commissione, alla quale spetta decidere sul ricorso a tale procedura, l'apertura a tutti gli Stati membri che vogliano parteciparvi, la possibilità per questi ultimi di opporre una sorta di "diritto di veto" nel caso in cui la creazione di una cooperazione rafforzata leda importanti interessi nazionali.

Giulia Maria Gallotta

 

AFFARI INTERNI E GIUSTIZIA: IL NUOVO RUOLO DELLA COMUNITA'

Se il ruolo dell'Unione europea in materia di politica estera rischia di rimanere sepolto dalle bombe della Nato in Iugoslavia, si può sperare che l'azione nel settore degli affari interni e della giustizia possa rafforzarsi grazie soprattutto alle novità introdotte con il Trattato di Amsterdam che ha completamente riscritto - a partire dal titolo - la disciplina del 3° pilastro, oggi intitolata "Disposizioni sulla Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale" (prima definita "Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni").

Nel 3° pilastro rimane quindi solo la cooperazione in materia penale, mentre passano al 1° pilastro e quindi diventano comunitarie le questioni relative ai visti, all'asilo, all'immigrazione, alla cooperazione giudiziaria e giuridica in materia civile.

Tale passaggio, finalizzato all'attuazione effettiva di quanto previsto nel Preambolo che pone tra gli obiettivi generali la creazione di "uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia", rafforza i margini di intervento della Comunità nel settore legato alle libertà fondamentali dei cittadini, anche di Stati terzi, e collega ulteriormente gli affari interni e giudiziari con i settori di competenza comunitaria.

Il 3° pilastro ha come obiettivo il raggiungimento - secondo quanto disposto dall'art. K.1 - di un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, da conseguire attraverso un'azione comune nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale nonché reprimendo il razzismo e la xenofobia. Gli obiettivi della prevenzione e della repressione della criminalità organizzata, del terrorismo, della tratta di esseri umani, dei reati contro i minori, del traffico illecito di droga e di armi, della corruzione e frode, devono essere realizzate oltre che con la cooperazione fra le forze di polizia, direttamente attraverso Europol (art. K.2).

L'Ufficio europeo di polizia non dovrà limitarsi a coordinare ed elaborare i dati secondo quanto previsto dalla Convenzione del 1995, ma entro cinque anni dovrà essere in grado di promuovere e coordinare l'effettuazione di specifiche operazioni investigative da parte delle autorità competenti degli Stati membri.

La cooperazione tra gli Stati inoltre, risulta notevolmente ampliata grazie all'art. K.3, il quale oltre ad affermare la cooperazione tra le autorità giudiziarie competenti in relazione ai procedimenti e all'esecuzione delle decisioni, a facilitare l'estradizione (ricordiamo, in materia, la Convenzione del 27 settembre 1996), stabilisce la possibilità di una progressiva adozione di misure per la fissazione di norme minime relative agli elementi costitutivi dei reati e delle sanzioni nel settore della criminalità organizzata, del terrorismo e del traffico illecito degli stupefacenti, ravvicinando quindi le norme penali nazionali. E' opportuno ricordare che già la Corte di giustizia, nelle sentenze del 24 novembre 1998 (causa C-274/96) e del 19 gennaio 1999 (causa C- 348/96), aveva sottolineato che, nonostante la legislazione penale e le norme di procedura penale sono riservate alla competenza degli Stati membri, "risulta che il diritto comunitario pone dei limiti a tale competenza", aprendo quindi la strada a valutazioni sugli ordinamenti processuali.

Tra le novità più importanti del 3° Pilastro vi sono comunque i nuovi atti che possono essere adottati e il ruolo della Corte di giustizia. Riguardo agli atti, l'art. K.6, accanto alle posizioni comuni già previste in Maastricht che definiscono l'orientamento dell'Unione e all'adozione di convenzioni, prevede la possibilità di adottare decisioni-quadro e decisioni. Le decisioni-quadro servono per il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri e sono vincolanti per quanto riguarda il risultato da raggiungere, ferma restando la competenza delle autorità nazionali in ordine alla scelta dei mezzi e delle forme. Appaiono pertanto simili alle direttive anche se non hanno efficacia diretta. La decisione di cui all'art. K.6, lett. c) è delimitata in termini negativi in quanto si prevede semplicemente che non possa essere utilizzata per il ravvicinamento delle legislazioni. Si tratta quindi di uno strumento flessibile, di carattere vincolante, non dotato di efficacia diretta.

Riguardo al nuovo ruolo della Corte di giustizia, giova sottolineare che se in passato la competenza della Corte poteva essere consentita solo in presenza di specifiche convenzioni che attribuissero un ruolo alla Corte, con Amsterdam, si danno alla Corte competenze nel 3° pilastro per l'interpretazione in via pregiudiziale delle decisioni-quadro, delle decisioni e delle convenzioni in materia (K7), subordinando tale competenza a dichiarazioni di accettazione ad opera di ciascuno Stato.

Il titolo Vi bis prevede particolari disposizioni sulla cooperazione rafforzata tra gli Stati membri che possono far ricorso alle istituzioni comunitarie con i limiti di cui all'art. K.15. Alla Convenzione di Schengen del 14 giugno 1985 e alla Convenzione di applicazione del 19 giugno 1990 è dedicato un apposito protocollo sull'integrazione dell'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione europea.

Per quanto riguarda le materia uscite dal 3° pilastro e rese comunitarie è opportuno ricordare che alcune sono anche di competenza dell'Unione. In particolare, la lotta alle frodi comunitarie è prevista all'art. 209A del Trattato ma anche nel 3° pilastro per quanto riguarda l'applicazione del diritto penale nazionale o l'amministrazione interna della giustizia che rimangono nella cooperazione intergovernativa.

Nel settore della droga, mentre il traffico di stupefacenti appartiene al 3° pilastro, la lotta alla tossicodipendenza è esplicitamente considerata all'art. 129 relativo alla sanità pubblica, in quanto finalizzato alla riduzione dei danni derivanti dall'uso degli stupefacenti. Anche per la cooperazione doganale si effettua una articolata ripartizione di competenza: la cooperazione è tra le competenze comunitarie ai sensi dell'art. 116, ma gli aspetti legati ad episodi criminali rientrano nel 3° pilastro.

Il titolo III bis introdotto con Amsterdam si occupa dei "Visti, asilo, immigrazione e altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone" e nei nove articoli in esso inclusi prevede l'adozione di misure per agevolare l'attraversamento delle frontiere interne ed esterne. Tali misure, dovranno essere adottate entro cinque anni anche per definire la posizione dei cittadini di Paesi terzi, a partire dalle procedure cui gli Stati membri devono attenersi per l'effettuazione dei controlli alle frontiere esterne e per i visti. In materia di asilo, l'art. 73 K richiama la Convenzione di Ginevra del 28 aprile 1951 e il Protocollo del 31 gennaio 1967 relativo allo status di rifugiato. Inoltre, stabilisce che il Consiglio adotti i criteri per determinare quale Stato membro sia competente per l'esame della domanda di asilo, fissi le norme minime per l'accoglienza di coloro che richiedono l'asilo e per l'attribuzione della qualifica di rifugiato e della revoca di tale status.

E' altresì opportuno ricordare il Protocollo annesso ad Amsterdam, nel quale si riconosce la tutela dei diritti dell'uomo negli Stati membri, considerati "sicuri a tutti i fini giuridici e pratici connessi a questioni inerenti l'asilo" e quindi si limita la possibilità di prendere in esame la richiesta di asilo per persone provenienti da tali Paesi a due ipotesi: se uno Stato abbia adottato deroghe per il suo territorio all'applicazione delle disposizioni della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e se il Consiglio abbia constatato una violazione grave e persistente dei diritti dell'uomo.

Per quanto riguarda la politica di immigrazione le misure dovranno essere adottate per le condizioni di ingresso e di soggiorno, per il rilascio di permessi di soggiorno anche in rapporto al ricongiungimento familiare e per il rimpatrio delle persone in soggiorno irregolare. Di particolare interesse l'art. 73 L in base al quale se uno Stato membro si trovi in una situazione di emergenza dovuta all'afflusso improvviso di cittadini di Paesi terzi, il Consiglio può adottare misure temporanee per una durata non superiore a sei mesi a vantaggio di tali Stati. L'art. 73 M finalizza le misure nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile a quelle necessarie per il corretto funzionamento del mercato interno e al miglioramento del sistema di notificazione processuale degli atti giudiziali ed extragiudiziali, alla cooperazione per l'assunzione dei mezzi di prova, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (comprese le decisioni extragiudiziali), alla promozione della compatibilità delle regole applicabili negli Stati membri ai conflitti di legge e di competenza giurisdizionale e all'eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili promuovendo la compatibilità delle norme di procedura civile.

Per i primi cinque anni, il potere di iniziativa della Commissione dovrà essere condiviso con gli Stati. Successivamente, la Commissione potrà esaminare le richieste degli Stati membri e quindi non avrà un potere di iniziativa esclusivo. Il Consiglio delibererà all'unanimità previa consultazione del Parlamento europeo. Alcune deroghe al principio dell'unanimità, a vantaggio della maggioranza qualificata, sono previste in materia di visti.

La Corte di giustizia sarà competente in via pregiudiziale, ma solo su richiesta dei giudici di ultima istanza, pur essendo riconosciuta una competenza nell'interesse della legge e quindi la possibilità di una richiesta ad opera della Commissione, del Consiglio o di uno Stato membro per l'interpretazione delle disposizioni in materia (art. 73 P).

Marina Castellaneta

 

La Politica Estera e di Sicurezza Comune nel Trattato di Amsterdam

Il recente conflitto nei Balcani ha drammaticamente riportato alla luce una annosa questione per l'Unione Europea (UE), quella relativa al ruolo da essa svolto in materia di politica estera e di sicurezza. L'aspetto più interessante di tale questione concerne fondamentalmente la discrasia esistente tra l'impegno degli Stati europei volto ad ottenere una completa integrazione economica e la mancanza di armonia e di coesione in materia di politica internazionale. A nostro avviso il difetto testé evidenziato rappresenta, per taluni aspetti, il risultato della naturale e lenta evoluzione di una organizzazione internazionale a carattere regionale - la Comunità Economica Europea - istituita nel 1957 con l'obiettivo principale di armonizzare le politiche economiche degli Stati membri e di creare un mercato unico, cui si è aggiunto, a partire dal 1970, lo scopo di consolidare gli interessi politici in particolare in materia di Cooperazione Politica Europea (CPE). La realizzazione di tale scopo richiede, infatti, un certo grado di coordinamento attraverso il superamento delle valutazioni politiche dei singoli Stati membri sulla base della convergenza delle posizioni nazionali raggiungibile con l'elaborazione di un approccio comune di base. A partire degli anni '90 lo spunto per la creazione di una politica estera e di sicurezza è stata dettata in primo luogo dalla necessità di partecipare alla soluzione degli ormai sempre più numerosi conflitti civili suscettibili di influenzare e di incidere sull'economia degli Stati dell'UE che, come dimostrano i fatti degli ultimi tempi, si è resa dipendente dagli avvenimenti che si verificano al di fuori dei propri confini; e, in secondo luogo, dalla opportunità di creare all'interno dell'Europa una zona di stabilità tale da permettere un crescente sviluppo economico e una rapida integrazione particolarmente rivolta verso i Paesi dell'Est.

In quest'ottica l'art.J del Trattato di Maastricht del 1° novembre 1993 ha introdotto il secondo pilastro dell'UE, la Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), i cui obiettivi riguardano la difesa degli interessi fondamentali nel settore della politica estera, ed in particolare l'indipendenza e la sicurezza dell'Unione, ivi compresa la definizione di una politica di difesa comune, nonché il mantenimento della pace e il consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti dell'Uomo. A tal fine gli Stati membri hanno preferito predisporre gli strumenti frutto dell'esperienza intergovernativa quali, ad esempio, le posizioni e le azioni comuni, le iniziative concertate nelle organizzazioni internazionali, le azioni diplomatiche, e così via. Trattasi di strumenti alla cui attuazione partecipano il Consiglio europeo, che definendo i princìpi e gli orientamenti generali (art.J.8 par.1) rappresenta la massima autorità decisionale; il Consiglio dei Ministri che, coadiuvato dal Comitato politico e dal Comitato dei rappresentanti permanenti, di regola delibera all'unanimità le misure necessarie all'esecuzione degli orientamenti generali; la Commissione associata ai lavori e alla quale spetta il diritto di iniziativa e di proposta (art.J.9) e il Parlamento Europeo regolarmente consultato a norma dell'art.J.7. Sulla base della struttura indicata, l'UE disponendo fra l'altro dello strumento del ritiro o dell'offerta di risorse commerciali nonché dell'applicazione di sanzioni economiche per scopi politici (artt.228A e 73G) ha partecipato al processo di democratizzazione nell'Europa centrale e orientale; ha inviato una missione di osservatori europei per sorvegliare l'andamento delle elezioni in Russia nell'ottobre 1993; si è impegnata a consolidare l'accordo di autonomia per gli ex territori occupati di Gaza e Gerico concluso tra Israele e OLP predisponendo un quadro di aiuti di 500 milioni di Ecu; ha inviato una delegazione elettorale in Sud Africa per le prime elezioni democratiche del 1994; e , di recente, ha contribuito alla ricostruzione di valide forze di polizia in Albania e alla creazione di strutture necessarie all'attuazione dell'accordo di pace per la Bosnia-Erzegovina.

Invero, nonostante la partecipazione nella gestione di alcune crisi internazionali, allo stato attuale in base al Trattato di Maastricht l'UE non sembra aver organizzato una efficiente politica estera. Ciò è evidente se si considera sia la lentezza delle procedure decisionali relative all'adozione di atti in materia di PESC a causa della quale tali atti perdono l'incisività e la rapidità necessarie a favorire la soluzione di crisi internazionali; sia la difficoltà di raggiungere l'unanimità richiesta per l'adozione dei suddetti atti in quanto ad ogni Stato membro è riconosciuta la possibilità di apporre il veto all'adozione delle posizioni e delle azioni comuni; sia la discontinuità nella gestione della PESC a causa del sistema di rotazione della presidenza del Consiglio per cui gli Stati terzi non sempre riescono a identificarne l'interlocutore.

Gli aspetti ora evidenziati hanno indotto la Conferenza Intergovernativa a portare alcune modifiche alla PESC previste nel Trattato di Amsterdam entrato in vigore il 1° maggio 1999 in base al quale peraltro è stata operata una razionalizzazione delle disposizioni del secondo pilastro e l'introduzione di alcuni elementi volti a migliorarne il funzionamento. Il primo elemento innovativo riguarda l'autonomia della politica estera e di sicurezza che, divenendo una questione di pertinenza dell'UE, si stacca da quelle nazionali connaturandosi sempre più come una politica dell'UE (art.11 TUE, secondo la nuova numerazione). Strettamente connessa all'autonomia è l'indicazione dei nuovi obiettivi della politica in parola relativi all'integrità territoriale dell'Unione, al rispetto dei princìpi dell'Atto finale di Helsinki del 1975 e della Carta di Parigi del 1989 concernenti le frontiere esterne; nonché la definizione progressiva di una politica di difesa comune qualora il Consiglio europeo decida in tal senso (art.17 TUE).

L'inesorabile spinta verso la comunitarizzazione, voluta da alcuni Stati membri in risposta alle difficoltà derivanti dalla natura intergovernativa della PESC, ha comportato delle novità anche in merito al processo decisionale con la previsione, in primo luogo, di una procedura di "astensione costruttiva" in virtù della quale lo Stato membro che faccia valere una dichiarazione formale in tal senso non sarà obbligato ad applicare una specifica decisione la cui adozione richiederebbe l'unanimità, pur accettando che essa impegni l'Unione. In secondo luogo, è stato previsto che il Consiglio potrà ricorrere all'impiego del criterio della maggioranza qualificata ogni qual volta stabilisca posizioni e azioni comuni sulla base di una strategia comune oppure quando adotti decisioni relative all'attuazione di uno di questi strumenti (art.23 par.2). In tal caso è previsto che uno Stato membro potrà opporsi all'adozione di una decisione per motivi di politica nazionale, ipotesi in cui gli Stati membri che ritengano importante che l'Unione agisca potranno, a condizione che sia raggiunta la maggioranza qualificata, sottoporre la questione al Consiglio europeo affinché decida in merito all'unanimità.

Un terzo elemento di novità introdotto dal Trattato di Amsterdam riguarda la nomina del Segretario generale del Consiglio quale Alto Rappresentante per la PESC (art.18 par.3) nella veste di personalità incaricata di rappresentare unitariamente l'Unione sulla scena internazionale, di renderla visibile agli Stati terzi e di dare pronta e completa esecuzione alle decisioni adottate dal Consiglio, cui peraltro si aggiunge la creazione di una "Cellula di programmazione politica e tempestivo allarme" che dovrebbe migliorare le capacità reattive e di elaborazione della politica in esame sotto la responsabilità del Segretario. Un quarto elemento innovativo consiste in una più organica e puntuale disciplina degli strumenti e delle modalità di azione dell'UE fra le quali sono comprese le strategie comuni e la cooperazione sistematica tra gli Stati, nonché "le missioni umanitarie e di soccorso, le attività di mantenimento della pace e le missioni di unità di combattimento nella gestione delle crisi, ivi comprese le missioni tese al ristabilimento della pace" (art.17 par.2). Tale previsione s'inquadra con ogni evidenza nella prospettiva di rafforzare i legami tra l'Unione e l'Unione Europea Occidentale (UEO), diverso organismo internazionale preposto al coordinamento di una sicurezza politico-militare. Vengono comunque lasciati impregiudicati gli obblighi incombenti agli Stati membri in virtù della loro appartenenza alla NATO e ritenuti compatibili con la PESC (art.17 par.1 co.3). In conclusione è possibile affermare che con il Trattato di Amsterdam si è cercato di ovviare agli inconvenienti precedentemente esposti anche alla luce dell'imminente allargamento dell'Unione verso i Paesi dell'Est, in funzione del significato politico ed economico assunto dall'allargamento stesso e della necessità che la PESC funga efficacemente e in tempi rapidi da strumento di previsione e soluzione dei conflitti civili e delle crisi internazionali che rischiano di pregiudicare la stabilità del Vecchio Continente.

Annita Larissa Sciacovelli

 

ALCUNE NOVITA' DAL TRATTATO DI AMSTERDAM

Il trattato di Amsterdam ha snellito e rinnovato i testi fondamentali della legislazione europea.

Tra le modifiche più rilevanti quella relativa al concetto di cittadinanza dell'Unione Europea. Nel Trattato la cittadinanza dell'Unione è definita complementare e non sostitutiva di quella nazionale, modifica fortemente voluta dai danesi in particolare.

Nel campo della concorrenza si sono avute significative novità. Basti pensare all'inserimento tra i compiti comunitari della promozione della "competitività e dei risultati economici (art. 2) e della libera concorrenza (art. 3A ora 4). L'enunciazione di tali principi però, pur nella sua importanza generale, rende più complessa l'armonizzazione con le problematiche dell'occupazione e della coesione sociale, anch'esse contemplate nel Trattato.

Ancora in tema di armonizzazione economica diamo uno sguardo alle norme per la realizzazione del mercato interno.

Per quanto riguarda il riavvicinamento ad es. in materia di sanità e tutela dei consumatori, tralasciando le specifiche modifiche che verranno trattate in un altro luogo, sono interessanti le nuove procedure da applicare nel caso che uno stato introduca deroghe o modifiche successivamente alle disposizioni emesse in materia di armonizzazione.

Nel primo caso lo stato deve notificare le disposizioni in deroga, ed i motivi del loro mantenimento; nel secondo invece le nuove disposizioni nazionali sono consentite solo se basate su ..."nuove prove scientifiche...... giustificate da un problema insorto dopo l'adozione delle misure di armonizzazione".

La Commissione si esprime quindi, entro 6 mesi, sulle misure nazionali; decorsi i sei mesi in mancanza di comunicazioni vale il principio del silenzio assenso, oppure la stessa Commissione richiede altri sei mesi se la questione è di difficile interpretazione.

Naturalmente se le disposizioni nazionali sono approvate, la Commissione valuta immediatamente la possibilità di un adeguamento dell'armonizzazione.

In materia di occupazione le novità sono la dichiarazione della volontà di arrivare ad un "elevato tasso di occupazione" e l'inserimento tra i compiti della Comunità della promozione del coordinamento tra le politiche degli Stati membri in materia di occupazione al fine di accrescerne l'efficacia con lo sviluppo di una strategia coordinata per l'occupazione in grado di rispondere alle mutazioni dell'economia.

Più specificatamente tale compito è caratterizzato dall'obiettivo di sviluppare "una strategia coordinata a favore dell'occupazione " ed in particolare alla promozione della forza lavoro e delle strategie dei mercati del lavoro.(art. 109N ora 125)

Gli Stati quindi devono considerare la politica del lavoro una questione di interesse comune e coordinare le loro azioni in sede di Consiglio, mentre la Comunità deve concorrere a rendere possibile questa cooperazione.

L'intervento comunitario si esprime essenzialmente attraverso l'elaborazione di orientamenti coerenti con le politiche decise da Comunità e Stati membri.(art. 103 par. 2 ora 99)

Questi orientamenti sono adottati al termine di una complessa procedura che, passando da una relazione annuale del Consiglio e della Commissione all'esame da parte Consiglio europeo situazione occupazionale nella Comunità e all'adozione di conclusioni porta all'elaborazione degli orientamenti votati a maggioranza qualificata.

Tali orientamenti però sono solo un "consiglio" per i paesi membri che ne dovranno solo tenere conto, senza un controllo rigoroso da parte comunitaria.

Questa normativa però, ancorata ad un sistema di incentivi e non di regole, resta comunque vaga e con una capacità di incidenza piuttosto bassa, poiché ogni stato resta padrone delle proprie politiche, pur nell'ambito comune.

In tema di commercio internazionale novità sia nella politica commerciale che nella cooperazione in materia doganale.

In tema di scambi commerciali c'è una sostanziale modifica dell'art. 113 ora 133 C.E., in cui viene aggiunto un paragrafo che consente al Consiglio, previa consultazione del Parlamento Europeo, di estendere l'attuale normativa in materia di politica commerciale ai negoziati e agli accordi sui servizi e proprietà intellettuali.

La portata dell'innovazione è grande visto che la politica commerciale comune è competenza esclusiva e assoluta della Comunità, e sulle modifiche in tale campo ci sono stati spesso vivaci scontri tra gli stati.

Per la prima volta viene riconosciuto al Parlamento un ruolo, anche se consultivo, nella politica commerciale.

L'altra sostanziale innovazione riguarda l'attribuzione della competenza alla Comunità della cooperazione doganale.

In particolare si attribuisce al Consiglio la competenza per adottare, tramite la procedura di coodecisione, misure per rafforzare tale cooperazione.

Queste sono solo alcune delle modifiche apportate dal Trattato di Amsterdam alla legislazione europea, ma danno un'idea degli orientamenti comunitari per i prossimi anni nei settori presi in esame.

Giuseppe Diodati

 

LA TUTELA DELLA SALUTE, DEI CONSUMATORI, LA POLITICA DELL'AMBIENTE E DELLA CULTURA NEL TRATTATO DI AMSTERDAM .

Nel 1957, il Trattato di Roma istituiva la Comunità economica europea, nel 1987 l'Atto Unico imprimeva nuovo slancio al mercato interno, nel 1991 il trattato di Maastricht delineava l'Unione economica e monetaria . Nel 1997, i capi di Stato e di Governo dei Quindici Paesi dell'Unione con il Trattato di Amsterdam hanno inaugurato un'Europa più democratica e più sociale.

A riprova di questa comune volontà, i quattro grandi obiettivi del nuovo Trattato sono: a) porre l'occupazione ed i diritti di cittadini come punto focale dell'Unione, b) eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza; c) permettere all'Europa di esercitare una maggiore influenza sulla scena mondiale; d) rendere più efficace la struttura delle Istituzioni in previsione di un prossimo ampliamento.

In particolare a conferma della maggiore attenzione rivolta agli individui, sono riscontrabili notevoli miglioramenti in materia di politica estera comune e di libera circolazione dei cittadini.

Significative sono le modifiche apportate all'art. 100 A ( ora 95): il nuovo par.3 ribadisce che nelle sue proposte volte al ravvicinamento delle disposizioni nazionali in materia di sanità, ambiente e tutela dei consumatori, la Commissione deve basarsi su un livello di protezione elevata, e tal fine essa tiene conto dei nuovi sviluppi fondati su riscontri scientifici. Anche il Parlamento ed il Consiglio, perseguiranno il medesimo obiettivo.

In tema di sanità pubblica, (alla ribalta della cronaca per via della crisi della mucca pazza) è stato ampiamente riformulato l'art.129 (ora 152) CE. I protagonisti in questo settore restano i singoli Stati membri, che per mezzo delle politiche nazionali hanno il dovere di tutelare la salute umana. La Comunità, però, svolgerà un'azione sussidiaria, volta al sostegno ed all'incoraggiamento della cooperazione tra i Paesi membri. Il raggio d'azione della Comunità è più ampio , perché si indirizza al miglioramento della sanità pubblica, alla prevenzione delle malattie ed all'eliminazione delle fonti di pericolo per la salute umana.

Per la realizzazione dei suddetti obiettivi, resta confermata la competenza del Consiglio ad adottare raccomandazioni e le misure di incentivazione destinate a proteggere e migliorare la salute umana; la novità è che il Consiglio può adottare misure che fissino parametri elevati di qualità e di sicurezza degli organi e sostanze di origine umana ( per es. sangue) ed ha il potere di adottare misure anche nel settore veterinario e fitosanitario ove abbiano come "obiettivo primario" la protezione della sanità pubblica.

Altro settore in cui è stata manifestata maggiore attenzione è quello relativo alla tutela dei consumatori: l'art.129 A (ora 153)CE dispone che " al fine di promuovere gli interessi dei consumatori e garantire un livello elevato di protezione, la Comunità contribuisce alla tutela della salute, della sicurezza e degli interessi economici dei consumatori".

La comunità non solo assicura un livello elevato di protezione dei consumatori, ma si impegna a promuovere i loro interessi, quali la salute, sicurezza ed interessi economici, anche promuovendo il diritto all'informazione. Sembra dunque che si sia superato l'approccio mercantilistico, per dare maggior risalto ai consumatori ed alle loro associazioni .

Tuttavia non si riscontra in questo settore alcun rafforzamento degli strumenti d'azione della Comunità.

Per quel che attiene alle politiche dell'ambiente si evidenzia un rafforzamento delle enunciazioni relative allo sviluppo sostenibile ed ad un elevato livello di protezione dell'ambiente, tanto che le esigenze della tutela dell'ambiente devono essere tenute in considerazione in tutte le politiche e le azioni comunitarie.

Nel settore dell'istruzione e della cultura l'art.128 ( ora 151) ribadisce che l'azione comunitaria pur rispettando e promuovendo la diversità delle culture si propone di raggiungere l'obiettivo del massimo sviluppo possibile di conoscenza attraverso l'aggiornamento costante e un ampio accesso alla istruzione.

Angela Maria Romito

IMMIGRATI, RIFUGIATI E RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

IMMIGRATI, RIFUGIATI E RISPETTO DEI DIRITTI UMANI: è il titolo del Convegno che si terrà a Bari dal 3 al 5 giugno presso la Facoltà di giurisprudenza, nell'aula Magna Aldo Moro. Organizzato nell'ambito delle celebrazioni per il 50° Anniversario della Dichiarazione universale il convegno è promosso dalla Croce Rossa, in collaborazione con le Università di Bari, Firenze e Teramo, con il concorso dell'Alto Commissariato per i rifugiati, dall'Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (AICCRE), dal dottorato di ricerca in diritto internazionale, dal Consiglio italiano per i rifugiati, dall' Istituto internazionale di diritto umanitario e dal master europeo NOHA in aiuti umanitari

 

SEMINARIO PER FORMATORI DI GEMELLAGGI

Larga partecipazione dei comuni pugliesi al seminario per formatori di gemellaggi organizzato dall'AICCRE Puglia ( Associazione dei Comuni e delle Regioni d'Europa) a Bari.

Hanno aderito funzionarie dirigenti dei comuni di Adelfia, Santeramo, Bitritto, Valenzano,Turi,Latiano,Nardò,Racale,San Giorgio Jonico,Carapelle,Stornara, Rocchetta S. Antonio e della comunità montana della Murgia sudorientale.

Il programma, articolato in due sessioni ha riguardato sia gli aspetti organizzativi finanziari e progettuali dei gemellaggi, sia le implicazioni politiche tese alla costruzione di una Europa Federale ed al raggiungimento di una cittadinanza europea consapevole.

La costruzione di una cultura sovranazionale in cui i pieni poteri "costituzionali" e legislativi siano affidati al parlamento europeo eletto democraticamente e che a sua volta elegge il "Governo" dell'Europa è stata invocata un po' da tutti i partecipanti.

Si è anche sottolineato come il principio di sussidiarietà affidi grande responsabilità ai poteri locali, essendo essi i più vicini ai bisogni dei cittadini ed i più prossimi nella ricerca di soluzioni adeguate che non possono essere sodddisfatte dai centri lontani di governo.

La presentazione di esperienze pugliesi di gemellaggi (Alberobello e Laterza) con Comuni del Sud e Nord Europa ha rafforzato il convincimento del grande valore dell'incontro tra culture e popoli differenti al fine di stabilire migliori e più efficaci rapporti di solidarietà, tolleranza, e pace superando localismo e nazionalismi.

L'iniziativa verrà ripetuta per altri comuni affinché si diffonda anche in Puglia la "cultura del gemellaggio" come in altre Regioni D'Europa.

Infatti sono solo 14 i Comuni Pugliesi gemellati (dati UE novembre 1998) su 14500 iniziative simili in Europa.

Quanti fossero interessati possono contattare i numeri telefonici 080.5772315-6 oppure 06.6994040461o fax 080.5772314 oppure 06.6793275

Dott. Giuseppe Valerio

NOTIZIE SULLA SCENA EUROPEA

Domenica 13 giugno, dalle 7 alle 22.00, i cittadini dell'Unione sono chiamati ad eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Sono 87 gli eurodeputati che dovranno essere eletti in Italia, sulla base del metodo proporzionale su 5 circoscrizioni elettorali con voto di preferenza.

 

Bandi non ancora scaduti pubblicati in precedenza

Attività culturali: Contributi alle pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale - Scadenza 30.6.99 (V. Boll. n.2/99; GURI n. 26 del 2.2.99)

Borse di studio per ricercatori: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del programma "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche" - V Programma Quadro RST - Per la scadenza la prima data utile per presentare le domande è il 17.5.99, l'ultima data è il 13.3.2002 (V. Boll n.2/99, GUCE C 72 del 16.3.99)

Energia rinnovabile: Invito a manifestare interesse per la prestazione di attività di assistenza e di valutazione nell'ambito del programma Altener II - Promozione delle fonti energetiche rinnovabili nella Comunità - Scadenza 31.12.99 (V. Boll. n. 1/98; GUCE S 103 del 29.5.98)

- Invito a manifestare interesse per la prestazione di servizi di assistenza a livello di esperti per le attività di divulgazione previste dal programma Altener (V. sopra).

Formazione: Invito a manifestare interesse in merito a studi e prestazioni di consulenza in materia di istruzione, formazione e gioventù - Scadenza 31.1.2000 (V. Boll. n. 1/98; GUCE S 105 del 3.6.97)

- Invito a formulare proposte per progetti nel campo della formazione destinata alle PMI e relativi servizi di sostegno - Scadenza 30.6.2000 (V. Boll. n. 2/98; GUCE C 263 del 20.8.98)

Informazione per la gioventù: Invito a presentare progetti nell'ambito del programma gioventù per l'Europa. Azione E.I Informazione dei giovani - Scadenza 1.9.99 e 1.10.99 (V. Boll. 2/99; GUCE C 25 del 30.1.99)

Media e audiovisivi: Invito a presentare proposte relative al programma MEDIA II - Sviluppo e distribuzione - Scadenza 15.7.99 e 1.12.99 (V. Boll. n. 2/99; GUCE C 34 del 9.2.99)

- Invito a presentare proposte concernenti il programma Media II - Sviluppo e distribuzione 1996-2000 - Scadenza: le scadenze variano a seconda della tipologia dal 4.6.1999 al 17.9.1999 al 24.9.1999 (V. Boll. n.3/99; GUCE C 77 del 20.3.1999)

Monumenti storici: Invito a presentare proposte per progetti di preservazione dei campi di concentramento nazisti quali monumenti storici - Scadenza: le domande di sovvenzione possono essere presentate a partire dal 1.6.99 o 1.10.99 (V. Boll. n. 2/99; GUCE C 27 del 2.2.99)

Occupazione: Gara d'appalto relativa ai servizi di messa a disposizione di personale interinale - Scadenza 30.9.99 (V. Boll. n.1/99; GUCE S 108 del 6.6.98)

Pesca: Invito a presentare proposte relative alla cooperazione e alla connessione in rete tra le zone dipendenti dalla pesca - Scadenza 13.8.1999 (V. Boll. n.3/99; GUCE C 90 del 31.3.99)

PMI: Bando POP Puglia 1994/1999 Sottoprogramma 2 - Misura 2.2 "Agevolazioni per gli investimenti alle piccole e medie imprese - Scadenza 31.7.99 (V. Boll. n. 3/98; B.U.R.P. n. 80 del 20.8.98)

Promozione dell'integrazione europea: Invito a presentare proposte per la sovvenzione di organizzazioni di interesse europeo - Scadenza: le domande di sovvenzione possono essere presentate a partire dal 1.6.99 o 1.10.99 (V. Boll. n. 2/99; GUCE C 27 del 2.2.99)

Qualità della vita e gestione delle risorse biologiche: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del programma "Qualità della vita e gestione delle risorse biologiche" - V Programma Quadro RST - Scadenza: per ciascuna tipologia di azione è fissata una diversa scadenza tra il 1.6.1999 e il 2.9.2002 (V. Boll. n.3/99; GUCE C 64 del 6.3.99)

Rafforzamento della base delle conoscenze socio-economiche: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del programma "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche" - V Programma Quadro RST - Scadenza 2.6.1999 (V. Boll. n.3/99; GUCE C 72 del 16.3.99)

Reti di formazione mediante la ricerca: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del programma "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche" - V Programma Quadro RST - Scadenza 2.6.1999 (V. Boll. n.3/99; GUCE 72 del 16.3.99)

Ricerca: Invito a presentare candidature per contratti di durata complessiva non superiore ai tre anni relativi alla gestione di progetti e contratti del quinto programma quadro RST - Scadenza 30.6.2002 (V. Boll. n. 2/99; GUCE C 25/A del 30.1.99)

Ricerca e formazione: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca e formazione nell'ambito del programma quadro della Comunità europea per l'energia atomica per le attività di RF nel settore dell'energia nucleare - Scadenza 17.6.1999 (V. Boll. n.3/99, GUCE C 77 del 20.3.99)

Scambi di conoscenze e informazioni scientifiche di alto livello: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del Programma "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche", V Programma Quadro RST - Per la scadenza sono previste diverse date tra il 2.6.99 e il 1.2.2002 (V. Boll. n.3/99, GUCE C 72 del 16.3.99)

Scambi formativi di funzionari: Programma "Karolus" - Piano d'azione per lo scambio, tra le amministrazioni degli Stati membri, di funzionari nazionali incaricati dell'applicazione della normativa comunitaria necessaria per il completamento del mercato interno - Scadenza 1999 (V. Boll. n. 2/98; GURI n. 164 del 16.7.98)

Sensibilizzazione del pubblico alla ricerca e allo sviluppo: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del Programma "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche", V Programma Quadro RST - Scadenza 2.6.99 (V. Boll. n.3/99, GUCE C 72 del 16.3.99)

Sicurezza sul lavoro: Invito a presentare manifestazioni di interesse per essere inclusi in un elenco redatto dall'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro - Scadenza 2000 (V. Boll. n. 1/98; GUCE S 101 del 27.5.98)

Sviluppo delle politiche scientifiche e tecnologiche in Europa: Invito a presentare proposte per azioni di ricerca nell'ambito del Programma "Accrescere il potenziale umano e la base di conoscenze socioeconomiche", - Azioni a favore dello sviluppo delle politiche scientifiche e tecnologiche in Europa - V Programma Quadro RST - Scadenza 2.6.99 per le reti tematiche, 2.6.2000 per le misure di accompagnamento (V. Boll. n.3/99, GUCE C 72 del 16.3.99)

Telecomunicazioni: Invito a presentare proposte relative a progetti di interesse comune nel settore delle reti di telecomunicazione transeuropee - Scadenza 4.6.99 (V. Boll. n. 2/99; GUCE C 56 del 26.2.99)

Trasporto alternativo: Invito a presentare proposte nell'ambito del programma d'azione nel settore dei trasporti - Scadenza: le proposte possono essere presentate nel corso di tutto il 1999 (V. Boll. n. 2/99; GUCE C 41 del 16.2.99)

Norme di interesse generale

Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee (GUCE)

Decisione della Commissione, del 26.2.1999, che stabilisce i criteri per l'assegnazione di un marchio comunitario di qualità ecologica al personal computer (GUCE L 70 del 17.3.1999)

Regolamento (CE) n.640/1999 della Commissione, del 25.3.1999, che modifica il Regolamento CE n.2815/98 relativo alle norme commerciali dell'olio di oliva (GUCE L 82 del 26.3.1999)

Regolamento (CE) n.660/1999 del Consiglio, del 22.3.1999, che modifica il Regolamento (CEE) n.2075/92 e che fissa i premi e i limiti di garanzia per il tabacco da foglia per i raccolti 1999, 2000 e 2001

Regolamento (CE) n.761/1999 della Commissione, del 12.4.1999, recante modifica del regolamento (CEE) n.2676/90 che determina i metodi di analisi da utilizzare nel settore del vino (GUCE L 99 del 14.4.1999)

Posizione comune del 23.4.1999, definita dal Consiglio sulla base dell'art.J.2 del Trattato sull'Unione europea concernente il divieto di fornitura e vendita di petrolio e di prodotti petroliferi alla Repubblica federale di Jugislavia (GUCE L 108 del 27.4.1999)

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (GURI)

Ordinanza 1 aprile 1999 "Ulteriori disposizioni per assicurare l'assistenza alle popolazioni coinvolte nella crisi in atto nelle zone di guerra dell'area balcanica (Ordinanza 2968) (GURI 8.4.1999 n. 81)

Decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1999 Assegnazione del numero dei seggi alle circoscrizioni per la elezione dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo (GURI 13.4.1999 n.85)

Ripubblicazione del testo del decreto-legge 28 gennaio 1999 n.12, convertito, con modificazioni dalla Legge 29 marzo 1999 n.77 recante: Disposizioni urgenti relative a missioni internazionali di pace" (GURI 15.4.1999 n.87)

Legge 24 marzo 1999 n.92 "Ratifica ed esecuzione dell'accordo tra il ministero della difesa della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica Slovena in materia di collaborazione militare, fatto a Bologna il 15 Aprile 1996" (GURI 16.4.1999 n.88)

Legge 7 aprile 1999 n.103 "Ratifica ed esecuzione dell'accordo di cooperazione culturale scentifica e tecnologica tra la Repubblica italiana e la Repubblica tunisina, fatto a Roma il 29 maggio 1997" (GURI 21.4.1999 n.92)

Assegnazione del premio Giovani Consumatori

Il 5 giugno prossimo avrà luogo a Bolzano la cerimonia per l'assegnazione di venti premi del concorso Giovani Consumatori che vedrà come protagonisti, fra gli altri, gli alunni delle classi 2^ Sezioni C ed E della scuola media "Giovanni Modugno di Bari per il progetto "Il corriere dell'Euro" sviluppato sotto la guida dello staff docenti composto dalle Professoresse Nunzia Zeverino, Angela Contegiacomo, Eva Garofalo, Maria Pia Malasomma, Isa Romaniello.

Giunto alla sua quinta edizione, il concorso UE 98/99 del giovane consumatore europeo - riservato agli studenti di età compresa tra i 10 e i 14 anni - è stato intitolato all'"Euro". Finalità dell'iniziativa, promossa a livello regionale dalla Federconsumatori Puglia nella sua qualità di componente dell'Istituto del consumo di Lille consiste, secondo le parole del suo presidente avv. Domenico Romito, nella sensibilizzazione dei giovani consumatori pugliesi al tema dell'educazione al consumo. Tel obiettivo è reso particolarmente attuale dal recepimento della direttiva comunitaria, avvenuta con la legge 281/98,

in tema di accesso alla giustizia che riconosce i fondamentali diritti dei consumatori e della nuova moneta unica.